21.02.2026 – Legambiente Sicilia: “Dal Presidente Schifani ci attendiamo coerenza e provvedimenti concreti per ripensare la pianificazione costiera”
- data Febbraio 21, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
0
Legambiente Sicilia accoglie positivamente le dichiarazioni del Presidente della Regione, Renato Schifani, che, dopo il recente ciclone che ha colpito i comuni della costa ionica, ha affermato la necessità di “un atteggiamento responsabile da parte di tutti e una rivisitazione della pianificazione a tutela delle fasce costiere”.
L’associazione ambientalista chiede tuttavia coerenza tra le parole e i fatti, sollecitando l’avvio di provvedimenti concreti sia sul fronte delle politiche di mitigazione — promuovendo e facilitando la diffusione delle energie rinnovabili — sia per adattare il territorio costiero alla nuova realtà imposta dai cambiamenti climatici.
“Se la devastazione provocata dal ciclone — evento estremo ma non imprevedibile — è dovuta alla fragilità di una costa eccessivamente urbanizzata- , privata dei naturali apporti dei torrenti e segnata da scelte sbagliate e costosissime di difesa rigida, come abbiamo evidenziato nei nostri dossier sull’erosione costiera del 2024 e su Ciclone Harry presentato martedì scorso, allora è necessario intervenire subito con misure di riequilibrio”. Lo sottolinea Tommaso Castronovo presidente di Legambiente Sicilia.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che, nonostante le dichiarazioni di principio, sono stati recentemente avallati, dal presidente Schifani nella qualità di Commissario per il contrasto del dissesto idrogeologico, interventi di difesa costiera rigida — come pennelli e barriere — che rischiano di aggravare l’erosione e di generare nuovi costi di manutenzione, alimentando così “l’economia dei disastri”.
Nel dossier sul Ciclone Harry, Legambiente ha già indicato alcune azioni urgenti:
-
Riforma dell’art. 15 della L.R. 78/76, eliminando l’eccezione per le “Zone B”, per garantire il rispetto integrale della fascia di inedificabilità dei 150 metri, soprattutto nelle aree a rischio molto elevato (R4) individuate dal PAI Coste;
-
Ripensamento della viabilità costiera, restituendo alle strade tangenziali la funzione di passeggiata lungomare ed evitando ampliamenti dannosi per le spiagge;
-
Riassetto della viabilità intercomunale, privilegiando l’utilizzo delle strade a monte degli abitati;
-
Ripristino della capacità di trasporto dei sedimenti dei corsi d’acqua, oggi compromessa da interventi idraulici che impoveriscono i litorali.





Cultura Crea – Invitalia
Commenti recenti