28.02.2026 – Demolizioni degli immobili abusivi: pubblicato l’avviso ai Comuni per le anticipazioni senza interessi. Legambiente Sicilia: “Bene i fondi, ma servono almeno 5 milioni di euro per contrastare davvero l’abusivismo edilizio”
- data Febbraio 28, 2026
- autore ufficiostampa
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È stato pubblicato il decreto del DDG dell’Assessorato regionale all’Ambiente contenente l’avviso rivolto ai Comuni per la concessione di anticipazioni senza interessi, destinate alla demolizione degli immobili abusivi e al ripristino dello stato dei luoghi.
“Sebbene i 2 milioni di euro previsti rappresentino la cifra più alta stanziata dal fondo di rotazione dalla sua istituzione nel 2021 – grazie anche alla denuncia di Legambiente e Anci Sicilia, che in sede di sessione di bilancio 2026 ne avevano segnalato l’azzeramento – non possiamo che ritenerli insufficienti”. Lo sottolinea il presidente di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo.
Negli anni, infatti, il fondo si è rivelato del tutto inadeguato rispetto all’obiettivo, non solo per l’elevato numero di immobili abusivi censiti nella nostra regione, ma anche per l’entità delle richieste presentate dai Comuni per accedere alle risorse disponibili.
Negli ultimi due anni, 2024 e 2025, a fronte di una disponibilità rispettivamente di 1.000.000 e 500.000 euro, le somme complessive richieste dai Comuni sono state pari a 3.258.604,80 euro e 1.925.279,28 euro.
“Riteniamo necessario che il fondo abbia una dotazione stabile di almeno 5 milioni di euro, per sostenere concretamente i Comuni nel contrasto alla piaga dell’abusivismo edilizio. Se l’edilizia illegale continua a crescere – aggiunge Castronovo – è anche perché non si interviene con le demolizioni, alimentando di fatto un clima di sostanziale impunità”.
In Sicilia, secondo lo studio di Legambiente “Abbatti l’abuso. I numeri delle (mancate) demolizioni nei Comuni italiani”, il rapporto tra ordinanze di demolizione emesse ed effettivamente eseguite tra il 2004 (anno successivo all’ultimo condono edilizio) e il 2022 supera di poco il 19%.
Dai dati elaborati dall’Istat nel Rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2022 emerge inoltre che, ogni 100 immobili realizzati nel rispetto delle regole, oltre 60 risultano abusivi, con gravi conseguenze ambientali e pesanti ripercussioni sulle imprese che operano correttamente nel mercato edilizio.
“I Comuni devono impegnarsi con maggiore rigore e senza alibi – conclude Castronovo – a maggior ragione dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’art. 15 della l.r. 78/1976. La Regione e lo Stato devono garantire le risorse economiche e organizzative necessarie, anche attraverso l’attivazione delle prefetture, come previsto dalla legge, per ristabilire la legalità e tutelare l’ambiente nei territori”.





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