29.04.2026 – Rafforzare i processi partecipativi nella valutazione dei progetti, rivedere i criteri per il riconoscimento delle opere a carattere rigenerativo, valorizzando gli interventi capaci di rendere più evidenti i benefici ambientali, sociali ed economici per i cittadini e i territori, sostenere forme di autoconsumo a distanza come misura rivolta ai cittadini che non hanno la possibilità di installare impianti autonomi. Legambiente Sicilia ha presentato il report “Scacco Matto alle Rinnovabili 2026”
- data Aprile 30, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
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Si è svolta ieri, martedì 28 aprile, presso la Sala Capitò del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, la presentazione del report nazionale “Scacco Matto alle Rinnovabili 2026”, promossa da Legambiente Sicilia nell’ambito della V edizione della campagna Sicilia Carbon Free, dedicata all’efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Al centro dell’incontro, i dati del report che evidenziano come ritardi autorizzativi, complessità normative e opposizioni territoriali continuino a rallentare la diffusione delle energie rinnovabili, mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030.
Dopo i saluti istituzionali di Marco Beccali, Vice Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, il prof. Vincenzo Franzitta, Delegato alla politica energetica dell’Ateneo, ha presentato il Piano energetico dell’Università.
La presentazione del report è stata curata da Anita Astuto, responsabile energia e clima di Legambiente Sicilia, che ha evidenziato la necessità di accelerare i processi autorizzativi e di promuovere una pianificazione energetica più efficace e condivisa, con un focus sui dati regionali che ha evidenziato la differenza fra gli obiettivi di potenza aggiuntiva da raggiungere al 2030 e l’effettiva capacità installata. A marzo 2026 l’installato regionale è di 2.885MW, come capacità aggiuntiva da gennaio 2021, ma il target regionale fissato per questo mese era di 3.035 MW, dunque un gap negativo ad oggi di -150 MW di scarto.
“Considerato l’obiettivo regionale di potenza aggiuntiva per il 2026 pari a 3.847 MW, entro quest’anno dovremo installare quasi 1 GW (962 MW) di nuova potenza rinnovabile, ma l’attuale ritmo d’installazioni appare abbondantemente insufficiente – dichiara l’ing. Anita Astuto – lo abbiamo illustrato chiaramente questa mattina attraverso l’Osservatorio Aree Idonee di Legambiente, https://www.legambiente.it/attivita-scientifiche/aree-idonee dove è evidente il rallentamento rispetto agli anni precedenti. Non possiamo permetterci di rallentare perché al momento abbiamo raggiunto solo il 27,5 % dell’obiettivo al 2030, che perdipiù è solo un obiettivo intermedio per la decarbonizzazione al 2050”.
La stessa ha poi moderato il dibattito, dal titolo “Rinnovabili, territori e comunità. Dalle opposizioni alle opportunità”, che ha visto la partecipazione di Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, Attilio Piattelli, Presidente del Coordinamento FREE, Luigi Rizzolo, Presidente di Sicindustria e Maurizio Cellura, Direttore del Centro di Sostenibilità di UniPa. Nel corso della discussione è emersa la necessità di rafforzare il confronto tra istituzioni, territori e operatori del settore per superare le criticità esistenti e favorire l’uscita dallo stallo emergente dai dati presentati da Astuto. Nel corso dell’incontro sono state inoltre avanzate alcune proposte operative, a partire dai contenuti del report, finalizzate a superare le principali criticità che oggi rallentano lo sviluppo delle rinnovabili. In particolare, è stata evidenziata la necessità di rafforzare i processi partecipativi nella valutazione dei progetti, promuovendo il coinvolgimento attivo di cittadini, imprese ed enti locali, e di rivedere i criteri per il riconoscimento delle opere a carattere rigenerativo, valorizzando gli interventi capaci di rendere più evidenti i benefici ambientali, sociali ed economici per i cittadini e i territori, come ad esempio la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili di proprietà pubblica, per sostenere forme di autoconsumo a distanza come misura rivolta ai cittadini che, per condizioni abitative o economiche non hanno la possibilità di installare impianti autonomi.
Era prevista la partecipazione del Dirigente generale del Dipartimento dell’Energia della Regione Siciliana, Carmelo Frittitta, impossibilitato a intervenire per sopraggiunti impegni istituzionali. Il confronto con la Regione è stato dunque rinviato ad un prossimo momento di approfondimento per una necessaria discussione pubblica sulla legge regionale sulle Aree Idonee, divenuta ormai una chimera, e per l’emanazione della quale la conversione in legge del decreto Transizione 5.0 a gennaio aveva dato ancora termine di 120 giorni alle regioni. “Di questo passo rischiamo di disattendere ancora una volta una disposizione importante che favorirebbe lo sviluppo delle rinnovabili – dichiara Tommaso Castronovo Presidente di Legambiente Sicilia – perché la Regione deve individuare, con propria legge, ulteriori aree idonee all’installazione delle FER, rispetto a quelle già definite a livello nazionale, oltre ad individuare le cosiddette “zone di accelerazione”, per le quali si doveva approvare il Piano entro il 21 febbraio 2026, privilegiando aree già compromesse o antropizzate. Crediamo ci voglia un po’ di coraggio perché la Sicilia ha solo da guadagnarci.”
L’iniziativa si inserisce nel percorso dell’Agenda Sicilia Carbon Free, che punta, tra i suoi obiettivi principali, a favorire la diffusione delle rinnovabili e promuovere modelli di sviluppo compatibili con la tutela del paesaggio e dei territori.
Partner principali: a2a– Erg
Partner sostenitori: Alta Capital– Edison – Renexia
Partner: Alpiq – Asja Ambiente Italia – Consulting Engineering – Edp renewebles – Enel – Engie – Fera Group – Iberdrola – Italtekno – Sorgenia –Tozzi Green





Cultura Crea – Invitalia
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