19.08.2026 – Termovalorizzatori di Catania e Palermo, 15 associazioni chiedono il differimento dei termini per le osservazioni e il rinvio dell’audizione del 24 agosto
- data Settembre 02, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
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Con una nota inviata al Dipartimento Ambiente, 15 associazioni e organizzazioni ambientaliste e sociali – Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, Rifiuti Zero Sicilia, Zero Waste Italy, Lipu Catania, Rinascimento Green, Movimento Ecologista, Associazione idrotecnica Italiana, Cgil Sicilia, Arci Sicilia, Federconsumatori Sicilia, Italia Nostra Sicilia, Movimento Cinque Stelle Sicilia, Europa Verde Verdi Sicilia -hanno chiesto il differimento dei termini per la presentazione delle osservazioni alla documentazione integrativa relativa ai due progetti per la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione di Catania e Palermo, nonché il rinvio dell’audizione delle associazioni programmata per il 24 agosto.
Sono oltre 184 gli elaborati depositati dal proponente – l’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Siciliana-, in riscontro alle richieste di consistenti e numerosi approfondimenti e integrazioni documentali avanzate dalle associazioni ambientaliste, da ARPA Sicilia, dai Comuni e da altri soggetti interessati, nonché dalla stessa Commissione Tecnica Specialistica della Regione Siciliana. Tali soggetti avevano evidenziato diverse e sostanziali criticità, sotto il profilo ambientale, sanitario, gestionale e tecnico, per entrambi i progetti.
In particolare, nella prima fase del procedimento, le associazioni avevano contestato punto per punto i mega-inceneritori previsti a Palermo e Catania, che considerano pericolosi per la salute dei siciliani e per l’ambiente, un salasso per le tasche dei cittadini e contrari ai principi dell’economia circolare.
Il Dipartimento Ambiente – Servizio 1 ha assegnato soltanto 15 giorni a partire dall’11 agosto per l’avvio della nuova fase della consultazione pubblica e per la presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati e, contestualmente, ha convocato per il 24 agosto l’audizione delle associazioni e delle organizzazioni che hanno partecipato al procedimento per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).
Le associazioni e le organizzazioni contestano il termine assegnato di soli 15 giorni, tra l’altro coincidente con un periodo feriale, ritenendolo oggettivamente inadeguato rispetto alla consistenza e alla complessità tecnica della documentazione pubblicata e tale da non consentire un esame completo, effettivo e consapevole dei 184 elaborati integrativi depositati, relativi a due opere di rilevante impatto ambientale e territoriale.
«Tale ristrettezza del termine – continuano le associazioni – rischia di compromettere l’effettività della partecipazione dei soggetti interessati al procedimento, impedendo di formulare osservazioni adeguatamente istruite e motivate. La nuova fase di consultazione pubblica deve essere tale da consentire ai soggetti interessati di esercitare concretamente le facoltà partecipative riconosciute dalla normativa in materia di valutazione ambientale e di PAUR».
Inoltre, le associazioni ritengono necessario che le autorità competenti verifichino preliminarmente se le integrazioni e le eventuali modifiche progettuali depositate presentino carattere sostanziale e siano rilevanti per il pubblico, circostanza che assume particolare rilievo ai fini dell’applicazione della disciplina prevista dall’art. 27-bis del D.Lgs. 152/2006 e della corretta determinazione delle modalità e dei tempi della consultazione.
Con la stessa nota, le associazioni chiedono inoltre il rinvio dell’audizione fissata per il 24 agosto 2026, in quanto convocata a brevissima distanza dalla pubblicazione della documentazione integrativa e, comunque, prima della conclusione del termine assegnato per la presentazione delle osservazioni.
Lo svolgimento dell’audizione in questa fase rischia infatti di non consentire ai partecipanti di intervenire sulla base di una compiuta conoscenza della documentazione integrativa e delle eventuali osservazioni formulate dagli altri soggetti interessati.
Le associazioni, infine, sollecitano un riscontro formale alla richiesta di indizione dell’inchiesta pubblica, ai sensi dell’art. 24-bis del D.Lgs. 152/2006, presentata in data 17 luglio 2026, alla quale, allo stato, non risulta essere stato fornito alcun riscontro.
Si tratta di uno strumento previsto dalla legge proprio per opere di elevata complessità e di significativo impatto ambientale e sanitario, che garantirebbe una partecipazione pubblica effettiva e non meramente formale, nonché un confronto trasparente nel quale i tecnici dei due progetti dovranno rispondere alle domande dei cittadini, davanti all’intera comunità.





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