29.07.2026 – Piani Urbanistici Generali. Legambiente, basta proroghe: la riforma siciliana va finalmente applicata
- data Luglio 29, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
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La Regione Siciliana, dopo un’attesa durata oltre quarant’anni e con un ritardo significativo rispetto alla maggior parte delle altre regioni italiane, nel 2020 ha finalmente rinnovato la propria legislazione urbanistica. Con la legge regionale n. 19/2020 è stato introdotto un nuovo modello di pianificazione territoriale, aggiornando lo strumento urbanistico generale dei Comuni, ancora oggi al centro delle politiche di governo del territorio.
La precedente disciplina risaliva infatti al 1978. L’approvazione della riforma è stata il risultato di un percorso lungo e complesso, non privo di difficoltà, tra cui la dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune disposizioni da parte della Corte costituzionale. Nonostante ciò, la Sicilia ha finalmente avviato una nuova stagione della pianificazione urbanistica, anche se con un ritmo ancora troppo lento. Sono infatti ancora pochi i Comuni che hanno avviato il procedimento di redazione dei nuovi Piani Urbanistici Generali (PUG).
Questi ritardi sono riconducibili anche ai ripetuti tentativi di rinviare l’effettiva applicazione della riforma, alimentando un regime transitorio che avrebbe dovuto ormai considerarsi concluso.
La legge prevedeva che i piani urbanistici già depositati, ma non ancora adottati e approvati alla data della sua entrata in vigore, potessero concludere il proprio iter secondo la normativa previgente. Tale termine era già stato prorogato lo scorso anno fino al 31 dicembre 2025.
Oggi, con l’articolo 8 del DDL n. 1030/A, si propone un’ulteriore proroga, spostando il termine al 31 marzo 2026. Una norma che sembra essere fatta “ad comunem” e che rischia di compromettere l’efficacia della riforma, perpetuando un sistema transitorio e rinviando ancora una volta l’applicazione di una legge approvata ormai sei anni fa. Continuare ad anteporre interessi particolari all’interesse generale significa indebolire la credibilità delle istituzioni e privare la Sicilia di uno strumento essenziale per una moderna pianificazione del territorio.
Rivolgiamo un appello a tutti i parlamentari regionali affinché esercitino con responsabilità il mandato loro affidato e pongano fine alla stagione delle continue proroghe. È tempo di rendere pienamente operativa una riforma attesa per oltre quattro decenni e approvata dal Parlamento siciliano nel 2020.
La Sicilia ha bisogno di regole certe, di strumenti urbanistici aggiornati e di una pianificazione capace di coniugare sviluppo, tutela del territorio, partecipazione attiva e interesse pubblico. Rinviare ancora significherebbe tradire lo spirito della riforma e rallentare ulteriormente il processo di modernizzazione del governo del territorio.





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