23.01.2026 – Erosione costiera e cementificazione: Legambiente Sicilia chiede un cambio di rotta dopo i gravi danni causati dalla tempesta Harry. Legambiente Sicilia: “La crisi climatica amplifica problemi noti e irrisolti. Serve fermare il consumo di suolo e puntare sulla rinaturalizzazione delle coste”
- data Gennaio 23, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
0
I gravi danni registrati lungo le coste siciliane, in seguito al passaggio della tempesta Harry, riportano drammaticamente all’attenzione pubblica un problema da tempo denunciato da Legambiente Sicilia: la crisi climatica che ha il suo epicentro nel Mediterraneo — hotspot del cambiamento climatico — e che purtroppo sta scivolando su un piano sempre più inclinato. Gli effetti di questa crisi sono aggravati dalla fragilità dei nostri territori, frutto anche di scelte urbanistiche scellerate, interventi infrastrutturali sciagurati, abusi edilizi spesso incontrastati, quando non addirittura incoraggiati, e obblighi amministrativi aggirati.
L’erosione costiera, aggravata da decenni di cementificazione selvaggia, abusivismo edilizio e pianificazione territoriale inadeguata, rappresenta oggi una delle emergenze più gravi.
Le recenti mareggiate eccezionali hanno provocato crolli, allagamenti e la distruzione di tratti di litorale già fortemente compromessi, colpendo infrastrutture, abitazioni e attività economiche. Si tratta, secondo Legambiente Sicilia, di “danni annunciati”, resi più gravi dall’occupazione indiscriminata delle fasce costiere, dalla distruzione delle dune e dalla rigidità delle opere in cemento, che impediscono alle coste di adattarsi naturalmente agli eventi estremi, sempre più frequenti a causa della crisi climatica.
“Quelli che oggi vengono definiti danni imprevisti sono in realtà danni ampiamente prevedibili e annunciati — dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – . Se si osserva l’attuale stato di salute delle coste siciliane, è impossibile non notare come si sia costruito indiscriminatamente sulle spiagge e sulle coste rocciose, impermeabilizzando il suolo e distruggendo le difese naturali della costa. È assurdo, oltre che irresponsabile, riproporre la ricostruzione di infrastrutture e edifici in luoghi fortemente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici. Allo stesso modo, rispondere con interventi emergenziali e nuove colate di cemento a eventi eccezionali significa aumentare il rischio e i costi — economici e ambientali — per le comunità locali”.
L’associazione ambientalista ribadisce quindi la necessità di:
- fermare il consumo di suolo e la nuova edificazione lungo le coste;
- accelerare e potenziare le politiche di mitigazione e adattamento, in sede regionale e nazionale, necessarie a contrastare gli effetti del cambiamento climatico in corso;
- investire nella rinaturalizzazione dei litorali, nel ripristino delle dune e degli ecosistemi costieri;
- rafforzare la pianificazione costiera regionale integrata, basata su dati scientifici e scenari climatici aggiornati.





Cultura Crea – Invitalia
Commenti recenti