25.07.2026 – Rinnovabili in Sicilia: DDL Aree Idonee. Legambiente Sicilia presenta all’Assemblea regionale e al Governo una serie di emendamenti per evitare che una legge nata per favorire e accelerare la diffusione ordinata delle energie rinnovabili si traduca nell’ennesimo ostacolo alla transizione energetica in Sicilia
- data Luglio 25, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
0
Nonostante il rinvio del disegno di legge in Commissione e il tempo aggiuntivo concesso per il riesame del testo, non è stata colta l’occasione di predisporre un provvedimento organico dedicato esclusivamente all’individuazione delle ulteriori aree idonee, come già avvenuto in diverse altre Regioni italiane e come auspicato da Legambiente Sicilia nel corso dell’audizione presso la IV Commissione.
Si è invece scelto di intervenire nuovamente mediante modifiche puntuali alla legge regionale n. 29 del 2015, con il risultato di un testo frammentario, appesantito da disposizioni eterogenee e privo di una definizione chiara e sistematica delle aree ulteriori rispetto a quelle già considerate idonee dalla normativa statale.
Per questo motivo Legambiente Sicilia ha presentato all’Assemblea regionale e al Governo una serie di emendamenti volti a superare le rilevanti criticità evidenziate anche dalle organizzazioni del settore delle energie rinnovabili.
In particolare, la disciplina delle ulteriori aree idonee resta concentrata in un unico articolo, senza un’adeguata articolazione per tipologie territoriali e tecnologiche.
Il testo del DDL prevede inoltre di attribuire una priorità istruttoria (art. 1-ter) ad alcune tecnologie rispetto ad altre, senza considerare che il decreto legislativo n. 190/2024 prevede, all’art. 12, comma 2, che le Regioni adottino i cosiddetti Piani delle Zone di Accelerazione, quale presupposto pianificatorio idoneo a definire il quadro di riferimento per l’autorizzazione dei progetti da fonti energetiche rinnovabili (FER). Solo a conclusione di tale procedimento pianificatorio e valutativo possono essere legittimamente applicate le semplificazioni e le priorità istruttorie previste dalla disciplina delle Zone di Accelerazione.
Legambiente Sicilia chiede inoltre la soppressione del nuovo articolo 2, che attribuisce all’Assessore regionale per l’Energia la facoltà di sospendere i procedimenti autorizzativi relativi ai nuovi impianti FER al raggiungimento degli obiettivi di potenza installata al 2030, ricordando ancora una volta che tali obiettivi rappresentano traguardi intermedi nel percorso di decarbonizzazione del sistema elettrico nazionale e regionale.
Particolarmente critica è giudicata la previsione del comma 3, secondo cui la sospensione cesserebbe solo al verificarsi di due condizioni: l’adeguamento della sostenibilità tecnica delle infrastrutture di rete e la piena applicazione del sistema dei prezzi zonali dell’energia. Fermo restando che l’applicazione dei prezzi zonali è una richiesta sostenuta da Legambiente per restituire al territorio concreti benefici della transizione energetica attraverso la riduzione della bolletta per famiglie e imprese, quest’ultimo requisito, introduce un elemento di forte incertezza, poiché subordina la ripresa delle autorizzazioni a un meccanismo di mercato nazionale non direttamente controllabile dalla Regione Siciliana, con il rischio di trasformare una misura teoricamente temporanea in una sospensione di durata indeterminata.
“Crediamo che questa nuova disposizione introduca, di fatto, un meccanismo di moratoria non previsto dalla normativa statale ed europea, suscettibile di aggravare il quadro regolatorio regionale e di scoraggiare gli investimenti necessari al percorso di transizione energetica della Sicilia – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia -. Occorre invece dare impulso alla diffusione delle energie rinnovabili, autorizzando rapidamente gli impianti che sono già stati istruiti e hanno ottenuto parere favorevole dalla Commissione Tecnica Specialistica della Regione Siciliana, rafforzando e strutturando al contempo l’organico del Dipartimento regionale dell’Energia. La preoccupazione è che questa situazione di impasse del Dipartimento Energia possa compromettere la possibilità per le imprese di partecipare alle prossime aste FER X e MACSE, dando luogo a contenziosi e a richieste di risarcimento danni. Resta il rammarico – aggiunge Castronovo – che il DDL in esame appaia ancora lontano dall’obiettivo di dotare la Sicilia di una legge regionale chiara, organica e coerente con il quadro normativo nazionale ed europeo, capace di favorire uno sviluppo ordinato delle fonti rinnovabili senza introdurre nuove incertezze autorizzative o ulteriori ostacoli agli investimenti. L’obiettivo – sottolinea Castronovo – deve essere quello di coniugare la tutela del territorio e delle produzioni agricole di qualità con l’accelerazione della transizione energetica, attraverso regole certe, semplificazione amministrativa e una pianificazione trasparente delle aree idonee, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. Auspichiamo pertanto che l’Assemblea regionale siciliana e il Governo voglia valutare con attenzione gli emendamenti presentati, evitando l’introduzione di misure che possano determinare una sospensione di durata indeterminata delle autorizzazioni e compromettere il contributo della Sicilia al raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici nazionali ed europei”.





Commenti recenti