24.06.2026 – Legambiente: stop alle difese rigide, servono adattamento, arretramento strategico e ripristino degli ecosistemi costieri per affrontare con efficacia gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.Forte preoccupazione per le modalità con cui potrebbero essere impiegate le ingenti risorse oggi disponibili per il contrasto dell’erosione costiera
- data Giugno 25, 2026
- autore ufficiostampa
- In COMUNICATI STAMPA
0
Abbandonare definitivamente le politiche fondate sulle opere di difesa rigida e sulla gestione emergenziale dell’erosione costiera per avviare una nuova stagione di pianificazione, adattamento climatico e ripristino della resilienza naturale delle spiagge. È questo il messaggio lanciato da Legambiente nel corso del convegno “Dall’emergenza infinita alla pianificazione. Per un governo sostenibile del territorio costiero”, svoltosi oggi a Palermo presso la Sala dell’Oratorio di Sant’Elena e Costantino.
Ai lavori, introdotti da Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, hanno partecipato Salvatore Cocina, capo della Protezione Civile della Regione Siciliana; Luigi Passotti, responsabile del Servizio Informativo Agrometeorologico della Regione Siciliana; Renato Cilona della Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana; Salvo Granata dell’Osservatorio sull’erosione delle spiagge di Legambiente Sicilia; Giovanni Randazzo, docente di Geologia ambientale e Dinamica dei litorali dell’Università di Messina; Maurizio Bacci, ingegnere ambientale di IRIS Ambiente; il giornalista Alex Giuzio; Mimmo Fontana, responsabile nazionale Rigenerazione Urbana di Legambiente; Michele Manigrasso, architetto e urbanista dell’Università di Pescara; e Vincenzo Todaro, presidente di INU Sicilia.
Link a foto e video https://drive.google.com/drive/folders/10PIdVm82jyusf1CfNpGdwfQd5bvjwkKZ
L’incontro nasce con l’obiettivo di proseguire il percorso di analisi, confronto e approfondimento sulle cause e sugli effetti che hanno determinato la crescente fragilità dei nostri territori, con particolare attenzione alle fasce costiere siciliane, oggi sempre più esposte agli impatti degli eventi estremi meteo climatici e a modelli di gestione spesso inadeguati.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente dal 2010, nei soli comuni costieri italiani sono stati registrati oltre 1.000 eventi estremi, di cui ben 937 tra il 2015 e il 2026.
La Sicilia risulta essere la regione maggiormente colpita, con oltre 232 eventi registrati dal 2010, di cui 212 verificatisi tra il 2015 e il 2026.
Dal confronto tra esperti, tecnici e amministratori è emersa con chiarezza l’insostenibilità di un modello che per decenni ha affrontato l’erosione costiera attraverso la realizzazione di opere rigide – pennelli, barriere e scogliere – spesso incapaci di risolvere i problemi e, in molti casi, responsabili dello spostamento dei fenomeni erosivi da un tratto di costa all’altro.
«È necessario – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – assumere piena consapevolezza dell’emergenza climatica e dell’urgenza di adottare efficaci politiche di mitigazione, promuovendo e sostenendo gli investimenti necessari ad accelerare la transizione energetica basata sulle fonti pulite e rinnovabili. Analogamente, occorre un radicale cambiamento di paradigma per gestire in modo adeguato gli impatti degli eventi estremi che si manifestano con una frequenza senza precedenti: bisogna passare dalla difesa a ogni costo all’adattamento, favorendo, dove necessario, l’arretramento strategico di infrastrutture e insediamenti esposti al rischio e investendo nel recupero della dinamica naturale dei litorali, nella ricostruzione delle spiagge e nella tutela degli ecosistemi costieri, che rappresentano la più efficace infrastruttura naturale contro gli effetti della crisi climatica».
L’associazione esprime inoltre forte preoccupazione per le modalità con cui potrebbero essere impiegate le ingenti risorse oggi disponibili per il contrasto dell’erosione costiera. I circa 90 milioni di euro attualmente nella disponibilità della Struttura commissariale rappresentano un’occasione irripetibile per avviare una politica innovativa di adattamento climatico delle coste siciliane. Tuttavia, in assenza di una strategia complessiva e di una visione unitaria del sistema costiero regionale, esiste il concreto rischio che tali risorse vengano disperse in una molteplicità di interventi frammentati, scollegati tra loro e orientati prevalentemente alla riproposizione di opere tradizionali di difesa.
Per Legambiente la Sicilia non ha bisogno di nuovi interventi episodici dettati dall’emergenza, ma di un Piano regionale delle coste fondato sulla conoscenza scientifica, sul monitoraggio continuo delle dinamiche litoranee e su una pianificazione flessibile, capace di aggiornarsi rispetto all’evoluzione degli scenari climatici. Solo attraverso una visione organica e integrata sarà possibile utilizzare efficacemente le risorse disponibili, ridurre i rischi per le comunità costiere e costruire territori più sicuri, resilienti e sostenibili.
«La sfida non è ricostruire ciò che il mare e le mareggiate continuano a distruggere – conclude Castronovo – ma accompagnare il territorio verso forme di adattamento che consentano di convivere con i cambiamenti già in atto e con quelli che inevitabilmente caratterizzeranno il futuro delle coste siciliane».





Cultura Crea – Invitalia
Commenti recenti