2.11.2026 -Legambiente su decadenza concessione Italo Belga
- data Novembre 03, 2026
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Legalità, Territorio
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Legambiente Sicilia e circoli di Legambiente di Palermo accolgono positivamente la decisione del TAR sul ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo Belga, che conferma la decadenza della concessione demaniale. Questa decisione rappresenti l’inizio di una nuova stagione per il capoluogo, nella quale la tutela del bene comune, il libero accesso al mare e la salvaguardia del paesaggio siano finalmente messi al centro delle scelte amministrative
Legambiente Sicilia e Legambiente Palermo accolgono positivamente la decisione del TAR sul ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo Belga, che conferma la decadenza della concessione demaniale e la legittimità della sua revoca da parte delle autorità competenti.
Si tratta di un passaggio importante per il futuro della spiaggia di Mondello e per il riconoscimento di un principio fondamentale: il litorale è un bene comune, patrimonio collettivo che deve essere restituito alla piena fruizione della cittadinanza.
Dopo oltre un secolo di gestione affidata alla società Italo Belga, con questa decisione si apre finalmente la possibilità di restituire alla comunità palermitana uno dei suoi luoghi più preziosi. La spiaggia di Mondello non poteva più essere considerata una proprietà di fatto di un soggetto privato, né un bene da gestire secondo logiche di esclusività. È, prima di tutto, un bene comune, una risorsa naturale, ambientale e paesaggistica che appartiene a tutti i cittadini e che deve essere accessibile a tutti. È necessario, inoltre, sottolineare come questa vicenda richiami con forza il principio di legalità e di trasparenza nella gestione del demanio marittimo, principi che devono trovare piena e concreta applicazione e che, nel precedente modello di gestione della Italo Belga, non hanno trovato un adeguato riscontro in termini di evidenza pubblica e piena centralità dell’interesse collettivo. Non può esistere una gestione del bene pubblico che si sottragga al rispetto delle regole, al controllo delle istituzioni e alla necessità di garantire pari opportunità nell’accesso alle concessioni. La legalità e la trasparenza non sono adempimenti formali, ma condizioni indispensabili affinché il demanio marittimo sia amministrato nell’interesse della collettività e non secondo logiche di consolidamento di posizioni esclusive.
Auspichiamo che questa decisione rappresenti l’inizio di una nuova stagione per il capoluogo, nella quale la tutela del bene comune, il libero accesso al mare e la salvaguardia del paesaggio siano finalmente messi al centro delle scelte amministrative. La cittadinanza deve poter tornare a vivere e godere pienamente della propria spiaggia, senza che un bene comune venga di fatto sottratto alla collettività attraverso forme privatistiche di gestione che ne limitino l’accessibilità e la fruizione pubblica. La portata di questa decisione del TAR va, tuttavia, ben oltre i confini di Mondello e assume un’importanza significativa anche a livello regionale. La pronuncia rappresenta infatti un’indicazione rilevante per il futuro della gestione dei demani marittimi in Sicilia e per il sistema delle concessioni balneari, richiamando la necessità di ricondurre l’utilizzo delle spiagge a una piena centralità dell’interesse pubblico, nel rispetto delle norme e dei principi che regolano l’affidamento delle concessioni. È una strada che deve essere seguita in tutta la Regione, affinché il demanio marittimo torni a essere riconosciuto e gestito come un bene comune, patrimonio collettivo e risorsa da tutelare e rendere accessibile a tutti i cittadini. Chiediamo, inoltre, all’Amministrazione comunale di Palermo di imprimere una forte accelerazione all’iter di approvazione del nuovo Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM), affinché possa essere adottato nel corso dei prossimi mesi. È indispensabile dotare la città di uno strumento di pianificazione moderno, trasparente e coerente con i principi di tutela ambientale, di concorrenza e con la normativa europea. Il nuovo PUDM dovrà prevedere concessioni balneari limitate nel tempo, assegnate nel rispetto delle regole europee e attraverso procedure trasparenti, garantendo un equilibrio effettivo tra attività economiche, interesse pubblico e diritto alla libera fruizione del mare.
Riteniamo anche fondamentale che il Piano stabilisca la smobilitazione annuale degli stabilimenti balneari all’inizio del mese di ottobre, restituendo così le spiagge alla loro dimensione naturale e alla libera disponibilità della collettività durante la stagione autunnale, invernale e primaverile. Il demanio marittimo deve tornare a essere pienamente fruibile come spazio pubblico e bene comune per dodici mesi l’anno, senza occupazioni permanenti o di fatto permanenti.
Non si tratta soltanto di superare una concessione storica, ma di affermare un modello diverso di gestione delle spiagge, nel quale prevalgano l’interesse generale, la sostenibilità ambientale, la trasparenza e i diritti della collettività.
2 novembre 2026
L’Ufficio stampa Teresa Campagna – 3382116468
30.10.2026 Anno record per numero di incendi e ettari bruciati in Sicilia. I dati del report Bioeconomie delle Foreste.
- data Novembre 03, 2026
- autore UFFICIO STAMPA
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Sull’isola sono andati in fumo 71.178 ettari (+41% rispetto al 2025), pari al 54,4% dell’intera superficie bruciata a livello nazionale, a fronte di 836 eventi incendiari. 12.786 gli ettari della rete Natura 2000 interessati dagli incendi, pari al 18% della superficie regionale bruciata.
Anche quest’anno la Sicilia si conferma la regione più colpita dagli incendi, con numeri che restituiscono la dimensione di una vera e propria tragedia ecosistemica, che colpisce non solo le aree naturali ma anche le zone urbane e i campi agricoli. I dati forniti dall’annuale report Bioeconomie delle Foreste, presentato oggi a Roma nel corso del “IX Forum Foreste sulla gestione sostenibile e forestale, restituiscono d’altronde la dimensione di un’emergenza ormai strutturale, che impone un cambio di passo nelle politiche di prevenzione e tutela del territorio.
Al 15 ottobre 2026, sull’isola sono andati in fumo 71.178 ettari, pari al 54,4% dell’intera superficie bruciata a livello nazionale, a fronte di 836 eventi incendiari. Un bilancio particolarmente grave, che segna un incremento del 41% rispetto all’anno precedente e colloca la Sicilia al primo posto in Italia sia per estensione delle superfici percorse dal fuoco sia per numero di incendi.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è la concentrazione dei danni in alcuni territori: sono 20 i comuni siciliani che hanno superato i mille ettari bruciati. Tra questi, Bivona, in provincia di Agrigento, che con 8.827 ettari rappresenta il comune maggiormente devastato a livello nazionale, seguito da Butera, nel Nisseno, con 4.143 ettari, Resuttano con 3.379 ettari e Castronovo di Sicilia con 2.514 ettari. Numeri che raccontano non soltanto la perdita di patrimonio naturale e forestale, ma anche una futura condanna per le comunità locali, per le attività agricole e il paesaggio, che se in un recente passato guardavano al futuro con preoccupazione, ora lo fanno con vera e propria disperazione. Particolarmente significativo è anche l’impatto sugli ecosistemi di maggiore valore naturalistico: in Sicilia sono 12.786 gli ettari della rete Natura 2000 interessati dagli incendi, pari al 18% della superficie regionale bruciata. Un danno che coinvolge habitat di interesse comunitario, aree fondamentali per la conservazione della biodiversità e territori che svolgono un ruolo essenziale nella tutela degli equilibri ecologici.
“Sfortunatamente per noi, – dichiara Tommaso Castronovo presidente di Legambiente Sicilia– i numeri del rapporto restituiscono una fotografia drammatica e, purtroppo, non sorprendente della Sicilia. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza ambientale, che deve fare i conti con condizioni meteo climatiche sempre più estremi e che non può essere affrontata soltanto attraverso il rafforzamento degli interventi di spegnimento quando gli incendi sono già divampati. La dimensione dei danni, la ricorrenza degli eventi e il coinvolgimento di territori già colpiti negli anni precedenti dimostrano quanto sia indispensabile investire in una strategia organica di prevenzione e di controllo del territorio, sfortunatamente assente tra le scelte intraprese dal nostro governo regionale”
Occorre superare la logica dell’emergenza e costruire un sistema capace di intervenire prima che le fiamme si sviluppino, attraverso una gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale, la pianificazione e manutenzione del territorio, il recupero delle aree degradate e il coinvolgimento delle comunità locali. È necessario mettere in campo un piano regionale di prevenzione che abbia continuità nel tempo e risorse adeguate, puntando sulla gestione forestale sostenibile, sulla cura delle aree rurali e periurbane, oltre che sull’aggiornamento capillare dei Catasti incendi dei comuni e sul monitoraggio costante dei territori maggiormente esposti. Serve inoltre rafforzare il coordinamento tra istituzioni, enti locali, sistema antincendio, mondo agricolo e associazioni, promuovendo una cultura della prevenzione e della responsabilità collettiva. La tutela delle foreste e delle aree rurali non è soltanto una questione ambientale: significa proteggere le comunità, le risorse idriche, il suolo, il paesaggio e la capacità dei territori di affrontare gli effetti della crisi climatica. La Sicilia non può permettersi di perdere ogni anno una parte così importante del proprio patrimonio naturale.
Palermo 30/10/2026
Ufficio Stampa Legambiente Sicilia
Teresa Campagna 338 2116468
27.10.2026 Parco Uditore, solidarietà alla cooperativa sociale e richiesta di intervento per la tutela di un bene comune della città di Palermo
- data Novembre 03, 2026
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Natura, Territorio
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Legambiente Palermo e Legambiente Sicilia esprimono la propria ferma disapprovazione per la situazione che ha portato alla chiusura dei cancelli di Parco Uditore, manifestando piena solidarietà alla cooperativa sociale che, da quattordici anni, si impegna nella cura, nella gestione e nella valorizzazione di uno dei più importanti spazi verdi della città di Palermo.
La decisione della cooperativa di sospendere l’apertura del parco, come forma di protesta e di denuncia del mancato sostegno istituzionale, rappresenta un segnale che non può essere ignorato. È motivo di forte preoccupazione che un’esperienza nata e cresciuta grazie all’impegno, alla responsabilità e alla partecipazione della comunità si trovi oggi costretta a ricorrere a una misura così drastica per richiamare l’attenzione delle istituzioni sul proprio futuro.
Insufficiente viene inoltre considerata la risposta della Regione, che ha dichiarato di aver “già avviato un’interlocuzione con la Servizi ausiliari Sicilia (Sas) per chiedere alla società regionale di mettere a disposizione il proprio personale”, senza aver prima contattato l’associazione che finora ha permesso l’apertura e la cura del parco.
In questi quattordici anni, Parco Uditore ha rappresentato molto più di un’area verde: è diventato un luogo di incontro, socialità, educazione ambientale, partecipazione civica e inclusione, dimostrando come la collaborazione tra cittadini, associazionismo e cooperazione sociale possa contribuire concretamente alla rigenerazione urbana e alla cura dei beni comuni.
La sua chiusura per motivi di protesta costituisce una perdita significativa per l’intera città. Palermo, già caratterizzata da una dotazione di verde urbano che richiede tutela, manutenzione e un deciso rafforzamento, rischia di vedere sottratto alla fruizione collettiva un altro spazio fondamentale per la qualità della vita dei cittadini, per la biodiversità urbana, per la mitigazione delle temperature e per la resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici.
Riteniamo inoltre inaccettabile che un’esperienza di gestione sociale e partecipata, consolidata in quattordici anni di attività, possa essere lasciata in una condizione di incertezza tale da mettere a rischio la continuità del progetto e la fruibilità pubblica dell’area. La cooperativa, che ha dimostrato nel tempo dedizione e senso di responsabilità verso il territorio, merita ascolto, interlocuzione e risposte concrete.
Per queste ragioni, Legambiente Palermo e Legambiente Sicilia rivolgono alla Regione Siciliana un appello affinché si assuma pienamente la responsabilità del futuro di Parco Uditore e promuova, con la massima urgenza, un confronto istituzionale con la cooperativa sociale e con tutti i soggetti interessati.
Confidiamo che la Regione Siciliana voglia raccogliere questo appello e attivarsi senza ulteriori ritardi, affinché Parco Uditore possa tornare a essere pienamente accessibile e continuare a svolgere la propria funzione ambientale e sociale a beneficio della città.
Il verde urbano è un bene comune: tutelarlo significa tutelare il futuro di Palermo.
Palermo 27/10/2026
Ufficio Stampa Legambiente Sicilia
Teresa Campagna 338 2116468





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