30.12.2025 – Il bilancio finale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente 376 gli eventi meteo estremi registrati nel 2025 nella Penisola. La Sicilia è la seconda regione più colpita, con 45 eventi tra allagamenti, danni da vento, frane, ondate di calore ed emergenza siccità.
- data Dicembre 30, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
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In Italia anche nel 2025 la crisi climatica lascia il segno, e lo fa in maniera sempre più profonda. A parlar chiaro è l’amaro bilancio di fine anno tracciato dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente e realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol. Nella Penisola nel 2025, aumentano gli eventi meteo estremi arrivando a quota 376, con +5,9% rispetto al 2024. Il 2025 diventa, così, il secondo anno con più eventi meteo registrati in Italia, negli ultimi 11 anni, dopo il 2023 (quest’ultimo segnato da 383 eventi meteo estremi). Allagamenti da piogge intense (139), danni da vento (86) ed esondazioni fluviali (37) sono i principali fenomeni che si sono abbattuti di più nel corso dell’anno. Preoccupa anche il forte aumento dei casi legati a temperature record, +94% rispetto allo scorso anno, quello delle frane da piogge intense, +42%, e danni da vento, +28,3%. Gli effetti della crisi climatica si ripercuotono anche sui territori: nel 2025 ad essere il più colpito è stato soprattutto il Nord Italia, seguito da Sud e Centro. Tra le città, Genova (12 eventi meteo estremi), Milano (7) e Palermo (7). A livello regionale, le regioni ad aver subito gli impatti maggiori degli eventi meteo estremi sono state: Lombardia, con 50 casi, Sicilia, 45, e la Toscana con 41. A livello provinciale, Genova con 16 eventi meteo estremi, seguita dalla provincia di Messina e Torino con 12, Firenze e Treviso con 11, Milano con 10, Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo con 9. Preoccupano anche i danni che gli eventi meteo estremi stanno causando sui trasporti: 24 quelli che nel 2025 hanno provocato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale nella Penisola. Interruzioni e sospensioni causate non solo da piogge intense, allagamenti e frane dovute a intense precipitazioni, ma anche dalle temperature record e dalle forti raffiche di vento.
Una fotografia preoccupante quella scattata dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente che mette in evidenza quanto la crisi climatica stia accelerando il passo anche in Italia causando danni, rendendo il territorio più fragile, e mettendo in pericolo anche la vita delle persone. La Penisola, denuncia Legambiente, paga lo scotto di azioni di adattamento sporadiche e non coordinate, prive di multi settorialità e di un approccio multilivello. Ciò avviene in un contesto in cui i danni subiti nel Paese da ondate di calore, siccità e alluvioni nel 2025, secondo un recente studio dell’Università di Mannheim, ammontano a 11,9 miliardi di euro e in futuro, con una proiezione al 2029, saliranno a 34,2 miliardi di euro. Per evitare ciò è fondamentale avviare una governance nazionale, attuare il PNACC, approvato a fine 2023, stanziando le risorse economiche necessarie che ancora oggi mancano per “dare gambe” alle 361 misure da adottare su scala nazionale e regionale. Ad oggi la sua mancata attuazione rallenta a cascata la redazione di Piani locali di adattamento al clima. Altrettanto urgente è istituire con decreto l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, composto dai rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali per l’individuazione delle priorità territoriali e settoriali e per il monitoraggio dell’efficacia delle azioni di adattamento.
“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.
SICCITÀ: Il 2025 è stato un anno segnato anche dall’emergenza ormai cronica della siccità. Ad essere più colpito soprattutto il Sud Italia, in particolare il Nord della Sardegna, la Puglia e la Sicilia. In particolare, in Sardegna nella Nurra le aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, compromettendo la produzione alimentare e generando forti ripercussioni economiche. Drammatica la situazione per gli allevamenti, con gli animali che hanno rischiato di restare senz’acqua per abbeverarsi visto il prosciugamento dei pozzi. Le aziende del settore sono state costrette ad acquistare l’acqua a costi insostenibili. A settembre, in Sicilia, i 12 sindaci del comprensorio irriguo di Ribera (Ribera, Alessandria della Rocca, Bivona, Burgio, Caltabellotta, Calamonaci, Cattolica Eraclea, Cianciana, Montallegro, Lucca Sicula, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula) hanno chiesto la terza irrigazione di soccorso, per provare a salvare le coltivazioni, in particolare dei frutteti di qualità della zona, dalle arance alle pesche. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo (FG) ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle alte temperature che hanno colpito tutta la Capitanata.
Caldo record in Europa: Altro alert rosso le alte temperature. Secondo i recenti dati del Copernicus Climate Change Service è praticamente certo che il 2025 sarà il secondo anno più caldo mai registrato, a pari merito con il 2023, dietro solo al 2024. Secondo il set di dati analizzati (ERA5), è probabile che la temperatura media globale per il periodo 2023-2025 superi 1,5°C, il che rappresenterebbe la prima media triennale a registrare il superamento del limite stabilito dagli Accordi di Parigi. In Europa il caldo record ha segnato l’intera estate. Secondo uno studio condotto da Imperial College London e London School of Hygiene & Tropical Medicine, il cambiamento climatico ha intensificato le temperature estive in tutto il continente europeo e causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate “normale” senza aumento delle temperature causato dalle attività umane.
24.11.2025 – Forum Natura 2030: Una sfida per la tutela della biodiversità. Palermo, Spazio Mediterraneo, Cantieri Culturali alla Zisa – 26 novembre 2025.
- data Novembre 23, 2025
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Mercoledì 26 novembre alle 16:00 si svolgerà a Palermo nella sede di Legambiente Sicilia (Spazio Mediterraneo, Cantieri Culturali alla Zisa) il Forum Natura 2030 – Una sfida per la tutela della biodiversità.
Il Forum Natura 20230 costituisce un’occasione di confronto tra ambientalisti, esperti, gestori di aree naturali protette ed istituzioni per fare il punto su alcune priorità siciliane in tema di conservazione della natura, alla luce di quanto previsto dalla Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, dalle Direttive Comunitarie 92/43/CEE “Habitat” e 209/147/CEE “Uccelli”, dalla recente Legge sul Ripristino della Natura, dalle norme regionali sulle aree naturali protette.
Il programma prevede due sessioni tematiche: “La conservazione della natura in Sicilia: criticità e potenzialità” (a cui parteciperanno Angelo Dimarca Referente regionale Aree Protette di Legambiente Sicilia, il dott. Salvatore Pasta botanico del CNR/IBBR e collaboratore IUCN, il prof. Mario Lo Valvo zoologo dell’Università degli Studi di Palermo e il dott. Francesco Picciotto Dirigente del Servizio Aree Naturali Protette dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente) e “I parchi naturali per la conservazione della natura siciliana” (a cui parteciperanno Salvatore Granata referente Legambiente Nebrodi e componente del Comitato Tecnico Scientifico del parco dei Nebrodi, Giuseppe Patti del Circolo Legambiente Etneo, Marco Mastriani coordinatore regionale Federparchi e Stefano Raimondi, Responsabile nazionale Biodiversità di Legambiente) e una tavola rotonda dal titolo “Priorità per il rafforzamento del sistema delle aree protette siciliane” a cui parteciperanno i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste (Gaetano Benedetto Presidente del Centro Studi WWF Italia, Tommaso Castronovo Presidente di Legambiente Sicilia e Giuseppe Riggio Presidente CAI Sicilia) e l’On. Giuseppa Savarino Assessore Regionale al Territorio e Ambiente.
“Con il Forum Natura 2030 ci proponiamo di fare il punto sullo stato delle aree naturali protette in Sicilia evidenziando alcuni criteri naturalistici e oggettivi per la tutela di flora, vegetazione e fauna e per individuare le aree per raggiungere l’obiettivo 30% di aree protette al 2030” – afferma Giulia Casamento, referente Biodiversità di Legambiente Sicilia – “ma anche di rilanciare l’attenzione sulla gestione e sul futuro dei parchi regionali e nazionali in Sicilia e di confrontarsi sulle azioni necessarie per il rafforzamento ed il rilancio del sistema regionale delle aree naturali protette, che custodisce un inestimabile patrimonio naturalistico tuttavia ancora minacciato dalle attività antropiche, dal disinteresse, dalla crisi climatica”.
“Vogliamo raccontare una visione di futuro fondata sulla tutela del nostro Capitale naturale e sull’importante ruolo svolto dalla Biodiversità anche per la mitigazione dei cambiamenti climatici” – ribadisce Tommaso Castronovo, Presidente Legambiente Sicilia – “individuando strategie e azioni per una seria ed efficace transizione ecologica, favorendo soluzioni basate sulla natura e valorizzando i servizi ecosistemici offerti dai nostri ambienti naturali”.
Leggi il Programma_
Per registrarsi all’evento compilare il form al seguente link https://forms.gle/Si7kySEJHuq4q4Bs6
13.10.2025 8° EcoForum regionale sui rifiuti e l’economia circolare. Il focus di questa edizione dedicato alle filiere industriali dell’economia circolare
- data Ottobre 13, 2025
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- In COMUNICATI STAMPA, Economia Circolare, Rifiuti
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A Palermo il 16 ottobre l’ottava edizione dell’Ecoforum regionale sui rifiuti e l’economia circolare. Il focus di questa edizione dedicata alle filiere industriali dell’economia circolare
Giovedì prossimo, 16 ottobre, allo Spazio Mediterraneo dei Cantieri Culturali alla Zisa dalle ore 9.30, si terrà l’ottava edizione dell’EcoForum regionale sui Rifiuti e l’Economia Circolare” Le filiere industriali dell’economia circolare”
L’iniziativa rientra nell’ambito della campagna “Sicilia Munnizza Free”, il progetto nazionale di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarci verso l’economia circolare.
L’Economia circolare italiana continua a rappresentare una eccellenza anche a livello europeo, strategica non solo per una corretta gestione dei rifiuti in linea con gli obiettivi europei ma anche per lo sviluppo di filiere industriali importanti e basata su innovazione, riciclo e recupero di materie prime seconde. Sempre più, accanto a settori già consolidati e su cui abbiamo raggiunto i target fissati, diventa prioritario investire e supportare dal punto di vista normativo e di sviluppo anche quelle filiere su cui siamo ancora indietro o che stanno partendo. Questo il focus dell’Ecoforum 2025 che, attraverso diverse sessioni, metterà a confronto imprese, esperti, decisori e parlamentari su criticità, sulle proposte in campo e sulle soluzioni, anche industriali, per la gestione sostenibile dei rifiuti, a partire dalla necessità di migliorare la qualità dei rifiuti raccolti da avviare a riciclo e dalla realizzazione di impianti a servizio del recupero e riuso della materia prima seconda.
Tra i presenti all’EcoForum l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità, Francesco Colianni; il Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile MASE, Laura D’Aprile; il dirigente generale del Dipartimento rifiuti Arturo Vallone; il presidente della Commissione Ambiente e Territorio Giuseppe Carta; il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo; il deputato ARS e Componente Commissione Attività produttive, Luigi Sunseri; il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta,ì; il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.
A questo link https://forms.gle/p5JRQCPK4tcxuCJU8 il programma dettagliato con i temi che saranno affrontati nelle 3 sessioni.
L’EcoForum è stato riconosciuto dall’Università degli studi di Palermo come evento formativo ai fini del riconoscimento dei crediti agli studenti del corso di Laura in Ingegneria Ambientale
Sicilia Munnizza Free è patrocinata dal Dipartimento regionale rifiuti della Regione Siciliana e da Anci Sicilia
ed è sostenuta da:
Gold Partner: CONAI
Partner Sostenitori: LVS, Agesp,
Partner: Asja, Sarco, SEAP, WEM,
EcoForum Partner: Biorepack, EcoFace, FG Sistem recycling
Ufficio stampa Legambiente Sicilia Teresa Campagna 338 2116468

17.09.2025 – “Puliamo il Mondo 2025”. Prendono avvio anche in Sicilia le attività di volontariato per liberare dai rifiuti parchi, strade, città.
- data Settembre 17, 2025
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Tante le iniziative promosse dai circoli che fanno parte della rete siciliana di Legambiente e che rientrano nel programma della sesta edizione di Sicilia Munnizza Free, progetto nazionale per liberare la Sicilia dai rifiuti verso l’Economia Circolare, ma saranno in buon numero anche quelle organizzate in autonomia da diversi Comuni dell’isola che hanno scelto di aderire a Puliamo il Mondo.
Leggi tutto»12.09.2025 – Ponte sullo stretto di Messina. Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF si rivolgono alla Corte dei Conti
- data Settembre 12, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
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Le Associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF hanno presentato alla Corte dei Conti una cospicua memoria sulla delibera CIPESS relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti è infatti ora chiamata ad un controllo preventivo di legittimità prima che la delibera sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, diventando così efficace a tutti gli effetti; in questa procedura la Corte non tiene in considerazione solo gli aspetti economici e finanziari della delibera sottoposta al controllo preventivo, ma anche i termini del corretto rispetto normativo su cui questa si fonda.
Per questa ragione le Associazioni hanno ritenuto di esporre alla Corte anche una serie di aspetti giuridici complessi, sia rispetto la normativa comunitaria che quella nazionale, con particolare riguardo a quella speciale voluta dal Governo, ed approvata dal Parlamento, per sbloccare questo specifica soluzione di attraversamento dello Stretto di Messina tramite un ponte a campata unica.
La delibera CIPESS è infatti stata assunta nonostante il permanere di gravi elementi di indeterminazione derivanti dal mancato completamento di test di tenuta essenziali al progetto, oltre che da fondamentali approfondimenti sismici necessari.
Sulla normativa speciale per il Ponte sono state invece sollevate problematiche di costituzionalità, peraltro già inserite nei ricorsi al Tar presentati dalle Associazioni avverso i pareri della Commissione VIA VAS.
I pareri della Commissione VIA VAS, che hanno costituito il presupposto della delibera CIPESS, presentano infatti vizi istruttori in relazione sia alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), sia alla procedura di Valutazione di incidenza (Vinca), in violazione delle direttive comunitarie in materia ambientale, oltre che in relazione al Trattato dell’Unione per quel che riguarda la mancata applicazione del principio di precauzione. In particolare in merito alla Valutazione di incidenza e agli impatti negativi sui siti tutelati appartenenti alla rete Natura 2000, nella memoria trasmessa alla Corte dei Conti, sono stati contestati i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, attestati dal Governo per giustificare l’approvazione dell’opera, primo fra tutti la presunta funzione militare del Ponte, dichiarata solo nel tentativo di eludere un parere comunitario e, poi, di inserire i costi del Ponte tra quelli delle spese militari.
Tra le questioni giuridiche è stata segnalata anche quella dell’assegnazione dell’opera senza bando di gara internazionale grazie un’interpretazione normativa che per altro è stata messa in dubbio anche dall’ANAC.
Nella memoria inviata alla Corte dei Conti molta attenzione è stata dedicata, infine, ai temi del rapporto costi benefici e a quello della certezza del costo dell’opera, che potrebbe lievitare e di molto incidendo ulteriormente in modo negativo sul bilancio dello Stato. I presunti benefici legati alla messa in esercizio del Ponte sono stati contestati sia in ragione del calcolo dei flussi di traffico previsto, sia in relazione all’incremento del PIL e del reddito pro-capite presentato in termini miracolistici. La certezza dei costi del progetto è stata invece contestata in relazione a diversi fattori: alle incertezze progettuali ancora in essere; alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni richieste nel parere di Via in fase ante opera, dal momento che non si possono oggi conoscere le conclusioni degli studi ed analisi (anche di durata annuale) che sono stati richiesti; alla dilatazione dei tempi di avvio dei cantieri che non è stata contabilizzata; ai costi operativi del Ponte; alla necessità di espletare ulteriori processi autorizzativi il cui esito non si può dare per scontato (le captazioni idriche ad esempio).
Legambiente, Greenpeace, Lipu e WWF ritengono pertanto che vi siano ancora, nonostante i proclami del Governo, gravi carenze nel progetto e reiterate violazioni alle normative e si augurano che la Corte dei Conti possa esaminare la memoria e trarne le opportune conseguenze.
04.09.2025 – “Mare Monstrum” 2025 – i numeri e le storie sull’assalto criminale al mare
- data Settembre 04, 2025
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Alla vigilia del quindicesimo anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo,
Legambiente presenta il report “Mare Monstrum” 2025 con i numeri e le storie sull’assalto criminale al mare
25.08.2025 Fermare i lavori sul litorale di Capo Schisò (Giardini Naxos) per salvaguardare una specie botanica unica e l’integrità del sito”
- data Agosto 25, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
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Legambiente Sicilia, dopo il blitz organizzato il 15 luglio in occasione dell’arrivo della Goletta Verde in Sicilia per denunciare il rischio concreto di una trasformazione permanente della costa e della scogliera, causata da progetti di cementificazione e da installazioni stabili o stagionali che ne comprometterebbero l’integrità paesaggistica e geomorfologica, lancia un appello urgente
Leggi tutto»16.07.2025 – Goletta Verde sbarca in Sicilia con una doppia tappa ad Augusta ed Agrigento dal 17 al 21. “Aspettando Goletta” a Giardini Naxos, Messina e San Vito lo Capo
- data Luglio 16, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Economia Circolare, Legalità, Natura, Rinnovabili, Territorio
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Ottava tappa di Goletta Verde 2025, la storica campagna estiva di Legambiente che monitora lo stato di salute di mare e coste, che approda in Sicilia con una doppia tappa: ad Augusta e Agrigento dal 17 al 21 luglio. Il viaggio della Goletta, iniziato il 23 giugno dal Friuli-Venezia Giulia terminerà il 9 agosto in Liguria e toccherà tutte le 15 regioni costiere italiane. Temi principali a bordo di questa 39° edizione sono la depurazione delle acque e l’energia rinnovabile, passando per la lotta alla crisi climatica e la salvaguardia della biodiversità. Partners principali Anev, CONOU, Novamont, Renexia, partner tecnico Biorepack.
Leggi tutto»12.07.2025 – Legambiente dopo il Consiglio Comunale aperto a Porto Empedocle: non ci sono più dubbi, sulla spiaggia di Porto Empedocle, in nome dell’emergenza idrica, ancora inaccettabili errori, scandali, sperpero di fondi pubblici
- data Luglio 15, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
- In COMUNICATI STAMPA, Territorio
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Legambiente interviene, ancora una volta, sulle modalità individuate dalla Cabina di regia regionale, per far fronte alla crisi idrica, cioè destinare diverse decine di milioni di euro alla realizzazione di dissalatori.
Già da diversi anni Legambiente oppone una motivata contrarietà a tali impianti, che oggi la Regione Siciliana vuole acquisire non tanto quale fonte di approvvigionamento emergenziale, ma quale risorsa strutturale, con tutto quello che ciò comporta. Si tratta di impianti energivori, fonti di inquinamento per le acque di balneazione e per gli ecosistemi marini, forniscono una quantità limitata di risorsa e finiscono con il gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini che, attraverso le bollette idriche, dovranno sostenerne i costi a regime.
Negli ultimi mesi, in particolare, il Circolo Legambiente di Agrigento, unitamente ad altre associazioni e ai comitati locali, oppone una specifica contrarietà all’impianto di Porto Empedocle, per alcune ragioni che qui ancora una volta richiamiamo:
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La scelta del sito: piuttosto che realizzare il revamping dell’impianto già dismesso in area ASI, si è scelto di realizzare ex novo, in prossimità del centro abitato e di una spiaggia, a cui gli empedoclini sono particolarmente affezionati, un impianto definito “mobile”, di piccola potenzialità ma di grande impatto ambientale, paesaggistico, gravante essenzialmente sulla comunità e un grandissimo impatto economico, gravante sull’intera collettività;
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Le caratteristiche realizzative da noi osservate, e poi anche le dichiarazioni della struttura commissariale nel Consiglio Comunale aperto dell’11 luglio scorso a Porto Empedocle, fanno definitivamente escludere che possa trattarsi di un impianto di tipo mobile, provvisorio. Del tutto antieconomico e privo di logica tecnica, infatti, aver realizzato la mole di “opere civili” consistenti nelle opere in calcestruzzo, negli scavi per l’intero asse viario del paese, il collegamento idraulico con la rete acquedottistica esistente, se il tutto deve essere dismesso in pochi mesi. Evidentemente, come pure ammesso dalla struttura commissariale incalzata dagli interventi dei cittadini infuriati, non si tratta di un impianto provvisorio. Di provvisorio c’è solo il nome. Quello è un impianto destinato a restare in quell’area, con tutto il carico di preoccupazioni che ciò comporta in termini di ipoteca definitiva dell’uso turistico della spiaggia di Marinella, descritta da Andrea Camilleri e prima ancora da Luigi Pirandello quale incantevole luogo identitario, a poche decine di metri dalla storica torre Carlo V.
“Abbiamo formulato, negli anni, – dichiarano Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia e Daniele Gucciardo, presidente del Circolo Rabat di Agrigento – e per ultimo in occasione del recente Forum Acqua Sicilia, tenutosi proprio ad Agrigento, proposte e soluzioni praticabili rispetto a una crisi idrica e climatica alla quale si deve rispondere con la migliore politica, con le migliori soluzioni tecniche, con l’uso più razionale dei fondi pubblici disponibili: dal contenimento e la razionalizzazione dei consumi al riuso dell’acqua depurata in agricoltura, per evitare gli usi anomali e impropri e gli abusi sotto gli occhi di tutti dell’acqua potabile. Proposte ed interventi di buon senso che si richiamano ai principi di equità, efficienza e tutela ecologica della risorsa acqua: misurare i consumi, effettuare le manutenzioni alle reti, investire oculatamente sui rifacimenti integrali delle reti in maniera da riportare le perdite a un dato fisiologico, mentre ad oggi in questa parte di Sicilia registriamo dispersioni superiori al 50-60% dell’acqua immessa in rete.”
Le vertenze ambientali che stanno incidendo profondamente sul futuro della comunità che vive in questo tratto di costa agrigentina saranno al centro dell’incontro pubblico “Chi decide per la nostra costa” che sarà organizzato a Porto Empedocle, presso la Torre Carlo V, il prossimo 20 luglio in occasione dell’arrivo di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che con la sua imbarcazione in viaggio per tutta la penisola monitora, informa e sensibilizza, istituzioni e cittadini sullo stato di salute dei nostri mari, fiumi e delle coste.
12 luglio 2025
L’ufficio stampa Teresa Campagna 338 2116468
26.05.2025 – Ecoforum provinciale Palermo sui Rifiuti e l’Economia Circolare, giovedì 29 maggio, a Termini Imerese
- data Maggio 26, 2025
- autore UFFICIO STAMPA
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Giovedì prossimo, 29 maggio, a Termini Imerese si terrà l’EcoForum sui Rifiuti e l’Economia Circolare dedicato alla provincia di Palermo ed organizzato nell’ambito di Sicilia Munnizza Free, il progetto nazionale di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarla verso l’economia circolare, giunto alla 6ª edizione e che ha come obiettivo quello di costruire
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